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NON SOTTOSCRIVIAMO LA PROPOSTA DI DOCUMENTO NAZIONALE  

 

Non sottoscriviamo la proposta di documento delle associazioni perché, pur condividendone singole sue parti, lo riteniamo largamente insufficiente nell’analisi delle recenti vicende politiche e nella precipitazione della situazione attuale.
In particolare nel documento si simula la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra che non c’è perché non c’è alcun soggetto costituente; nella simulazione, d’altra parte, non è chiara né l’ispirazione di fondo né la prospettiva politica.
Non è chiaro se si voglia unire i grandi filoni della sinistra italiana ed europea, comunisti e socialdemocratici, alternativi e riformisti, come proposto nell’autunno del 2006 nel documento di Orvieto delle associazioni, oppure se si voglia unire prevalentemente una parte della sinistra italiana.
Non è chiaro in che modo si intenda contribuire alla ricostruzione della rappresentanza politica del mondo del lavoro, e in particolare in che modo si intenda entrare il relazione col movimento sindacale confederale.  
Non è chiaro se tale soggetto si candidi al governo del Paese o, viceversa, sia prevalentemente portatore di una cultura d’opposizione. Non è chiaro in particolare – siamo in campagna elettorale – se si intenda perseguire una linea di alleanza col Partito democratico, contrastando propositivamente la sua decisione di presentarsi da solo alle elezioni politiche, o una linea di totale autonomia.
Il nuovo soggetto politico della sinistra allo stato non c’è. Infatti nel documento conclusivo dell’assemblea nazionale della Sinistra L’Arcobaleno del 8/9 dicembre a Roma, quando si parlava di “un nuovo soggetto unitario, plurale, federativo”, indipendentemente dalla volontà di ciascuna forza politica ed al di là delle forti motivazioni unitarie delle migliaia di partecipanti, si definiva prevalentemente cosa non si costituiva: non si costituiva un nuovo partito né un partito nuovo, non si avviava alcun soggetto costituente.
Ciò che poteva apparire il risultato di una realistica arte del possibile – meglio un soggetto federativo che niente – si dimostrava nelle settimane successive una proposta assieme minimalista e velleitaria; tant’è vero che non è stato realizzato né avviato nulla delle decisioni assunte al termine dell’assemblea stessa.
Per queste ragioni allo stato delle cose, data anche l’alta conflittualità fra le quattro forze politiche, la probabile prospettiva di una loro alleanza sotto il simbolo della Sinistra L’Arcobaleno si configura come un patto elettorale più che un patto politico.
Ci pare evidente che tutto ciò accresce, in una situazione già pesantemente devastata, lo smarrimento degli elettori di sinistra.
Dato questo scenario, decidiamo di non sottoscrivere il documento propostoci, pur partecipando all’assemblea delle associazioni promossa per il 10 febbraio. 


Gianfranco Pagliarulo, coordinatore associazione Sinistrarossoverde
Ermanno Eugeni, presidente associazione Sinistrarossoverde

 

 

   

Circolo Carlo Rosselli di Milano – Associazione Sinistra Rossoverde – Fondazione Critica Liberale – Circolo Critica Liberale Milano – CGIL Lombardia – Circolo La Riforma – Laboratorio Politico Metropolitano – Arciragazzi – Donne in Rete – Associazione Donne Arabe in Italia (DARI) – Associazione Luca Coscioni – Aspide – Associazione Enzo Tortora-Radicali Milano – Circolo Nuova Società – Associazione per il Rinnovamento della Sinistra – Aprile – Circolo Il Socialista – Associazione Unione Laica di Cernusco Sul Naviglio – Associazione per una Libera Università delle Donne – Lega Italiana Nuove Famiglie

 

 

Organizzano un incontro sul tema

 

 

Rapporto sulla secolarizzazione e difesa della laicità

ITALIA LAICA E LAICI IN GINOCCHIO

Perché in questo Paese i laici contano così poco,

quando la società si sta sempre più secolarizzando?

 

 

GIOVEDI’ 31 GENNAIO 2008 - ORE 21.00

presso ARCHIVI DEL 900 (ex Tikkùn) in via Montevideo 9

a Milano (zona Parco Solari – MM2 Sant’Agostino)

 

 

 

Intervengono

 

Marco BRUNAZZI docente di storia contemporanea Università degli Studi di Bergamo

Susanna CAMUSSO segretaria regionale CGIL Lombardia

Dounia ETTAIB rappresentante dell’Associazione Donne Arabe in Italia

Giulio GIORELLO docente di filosofia della scienza Università degli Studi di Milano

Franco GRILLINI deputato socialista, presidente onorario Arcigay.

Enzo MARZO direttore di Critica Liberale

Bruno MELLANO deputato radicale

Carlo Augusto VIANO professore emerito dell’Università degli Studi di Torino

 

Introduce Francesco Somaini presidente Circolo Carlo Rosselli Milano
 

 

 

 

                          
Sinistra Rossoverde Domodossola
V. Alpe Devero, 1 – 28845 – (VB)     
                                                                                                  

Domodossola lì 9/11/2007

              Ho osservato da tempo, e ne ho rilevato il crescendo con preoccupazione, la riluttanza patologica con cui i partiti della sinistra si muovono di fronte all’evenienza, sempre più probabile, del dover ingurgitare “ l’amara medicina”  rappresentata dall’unificazione della sinistra in Italia.
Il fatto non provoca in me alcuna meraviglia, date le conosciute cataratte di gran parte degli apparati di queste organizzazioni, ma mi spinge a pensare ad uno scenario politico, nell’immediato futuro, tutt’altro che lusinghiero per chi vorrebbe ricostruire in Italia una forza realmente rappresentativa ed unitaria delle classi oppresse. Aumentano quotidianamente ed esponenzialmente i poveri, i precari a vita, gli inconsapevoli dei propri diritti. Aumentano gli egoismi e le paure tipiche delle società segregate: la paura dello sconosciuto, la paura del non avere, la paura del futuro. Paure sapientemente diffuse e somministrate, paure che servono ad alimentare le fila di quell’indispensabile esercito che deve quotidianamente combattere la guerra più “utile”, la guerra che serve a garantire  il potere saldamente nelle mani delle classi da sempre dominanti: la guerra dei poveri contro i poveri.
Aumentano in poche parole i soggetti che dovrebbero trovare naturale riferimento nelle idee e nel progetto delle forze di sinistra, ma questi non sentono più alcun richiamo verso  forze oggi in campo, alle quali restano solo i nomi e gli stemmi di famiglia della sinistra storica. Queste forze non esercitano più alcuna attrazione nei confronti dello sterminato mondo dell’emarginazione, della negazione di qualsiasi dignità nei confronti del lavoro, del caporalato ormai divenuto legge dello stato, delle nuove povertà. I motivi? Molteplici ed in gran parte provocati dall’evoluzione, globalizzata, del capitalismo contemporaneo, ma ci sono anche responsabilità legate strettamente all’attività, soprattutto negli ultimi decenni, di quelli che erano i depositari della funzione “ operativa”  della sinistra in Italia: i partiti, con le loro organizzazioni e con i loro piccoli o grandi “ apparati”. L’aver passivamente accettato di far parte di un sistema fondato sulla personalizzazione della politica e sulla gestione del potere, sulla costruzione clientelare del consenso, sino all’interno stesso dei partiti, ha provocato un progressivo allontanamento delle masse popolari dalle loro organizzazioni rappresentative. Questo fenomeno, non è avvenuto per via di una scelta deliberata dei rappresentati, ma per il cambio repentino di orbita effettuato da quelle stesse organizzazioni che si sono trasformate in cosa assai diversa da quello strumento che, per lungo tempo, era stato il mezzo attraverso il quale portare le proprie istanze all’attenzione dei padroni del vapore. Padroni del vapore che erano ben visibili ed individuabili, con i loro progetti e le loro organizzazioni , ben separate e distinte  da quelle dei lavoratori e di tutti gli oppressi in generale.
Antonio Gramsci ebbe a dire, negli anni precedenti alla scissione del ’21, che non era possibile diminuire la distanza tra gli intellettuali, i dirigenti del partito (allora era il Partito Socialista) e le masse operaie e contadine, senza prima diminuire la distanza tra “ ciò che siamo e ciò che dovremmo o che vorremmo essere “. Beh, penso che oggi, quella distanza, abbia ormai assunto  proporzioni siderali.
Le masse, gli operai, i nuovi poveri non si sono mossi di un millimetro.  Sono sempre lì. Con i loro problemi, le loro preoccupazioni, i loro figli che non potranno accedere a livelli di istruzione qualificanti, i loro stipendi drammaticamente insufficienti e le pensioni ancor più penalizzanti. I giovani devono fare i conti con orizzonti estremamente limitati, angusti….direi, ma non c’è più nella loro disponibilità una forza politica che possa dar loro voce, rappresentanza adeguata. Non c’è più perché non c’è più nessuno di cui fidarsi! La forza, la fiducia, i sacrifici, quella che poteva essere definita una fede nella possibilità di un mondo migliore, sono state sperperate nelle miserabili battaglie per le carriere, per la sistemazione dei parenti e degli amici, per la conquista del potere, del posto retribuito, a tutti i livelli anche a quelli più bassi, quelli dove la posta in gioco è alla fine molto modesta, tanto modesta da non giustificare affatto il danno procurato per il raggiungimento di taluni miserevoli obiettivi personali. Se non saremo in grado di affrontare questo aspetto delle cose, non potremo vedere, per un lunghissimo periodo di tempo, alcuna vera forza di sinistra organizzata in Italia.
Parlando con la gente comune (scusate questo termine ma è un modo per definirmi) si intuisce che non sono le idee, il progetto, le speranze di cui era ed è portatrice la sinistra ad essere  abbandonate dal popolo degli “invisibili”. No! È il tradimento di quelle idee, il tradimento ai danni delle persone alle quali si chiedeva l’appoggio per realizzarle, che ha provocato l’allontanamento della sinistra italiana dalla sua gente. Un tradimento perpetrato quotidianamente, con scelte incoerenti ed egoistiche, con l’accettazione dell’idea e del concetto stesso di “classe dirigente”, un cattivo esempio che, alla lunga, ha dato i suoi amari frutti.
Bisogna rendersi conto che le idee sono ancora buone. Sono stati gli uomini che le hanno utilizzate per realizzare se stessi anzichè utilizzare se stessi per realizzare le idee.
Tutti i partiti a sinistra del PD, oggi si stanno assumendo una enorme responsabilità: l’affossamento della possibilità di ricostruire una forza rappresentativa di uno sproporzionato numero di esseri umani in Italia. Con il loro pervicace e stucchevole maneggio, volto solo al mantenimento di qualche privilegio oligarchico, impediranno di dar vita a quel processo unico per probabilità di riuscita  che sarebbe una costituente della sinistra italiana. Ma il presupposto per una costituente è anche quello a fondamento delle irresponsabili resistenze: l’azzeramento di quello che c’è. È ben poca cosa, diciamocelo, quello che c’è, ma è anche difeso, senza nobili motivi, con le unghie e coi denti da chi attualmente si trova su questi traballanti e sconnessi “ ponti di comando “. Si tratta di timonieri senza grandi doti marinare, sempre in cerca del vento migliore ma con scarsi risultati. Seneca, il filosofo,  ci ha lasciato una descrizione straordinariamente calzante di questa tipologia di condottiero: “ non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare “.
Qualcuno dimostra di cedere alle lusinghe che si palesano nel miraggio di inglobare, grazie ad una favorevole legge elettorale, tutto o in parte il piatto rappresentato dalla polverizzata sinistra oggi in preda alla paura di rimanere fuori dal Parlamento. Questa è una pia illusione. Anche se si verificasse una simile condizione, l’adesione sarebbe limitata ad alcuni dirigenti degli attuali partiti, mentre nella popolazione aumenterebbe la sfiducia e l’astensionismo, oltre ad ulteriori spostamenti verso altre forze politiche, come il PD, ma anche oltre lo stesso PD.
È necessario, urgente…direi, parlare in modo diretto agli interessati, alle vittime sacrificali di un sistema sempre più criminale e retrogrado di gestione della cosa pubblica, di formazione  della rappresentanza politica,  della possibilità di accesso ai mezzi per la sopravvivenza delle famiglie e dell’individuo in generale.
È necessario oltrepassare e criticare le proposte “gelliane” del PD di Veltroni sulla stabilità di governo che si ottiene attraverso la capacità del “Capo” di assumere e licenziare i Ministri a piacimento e con la riduzione del Parlamento ad un consiglio di amministrazione; Superare le allucinazioni  “radical chic”  della sinistra che mostra aver perso la capacità di ricordare, con forza, qual è la sua missione ed il suo “scopo sociale”, del quale va recuperata al più presto cognizione.
Se si vuole l’ascolto da parte della popolazione è indispensabile andare a parlargli da vicino! È necessario che la nostra voce riesca a sovrastare i lamenti, i rantoli e le urla di dolore che si sollevano da una sterminata distesa ricoperta di uomini e donne a terra, mutilati e straziati dal passaggio di un orda di barbari che non ha fatto sconti a nessuno, lasciando dietro di se il risultato della propria cruda, scellerata azione predatoria.  È questa oggi la situazione della popolazione italiana, anche se gli squilli di telefonino interrompono, di tanto in tanto, i lamenti, insieme  al brusio delle televisioni accese con la loro sinistra luce bluastra che si lascia intravedere anche dietro le persiane delle dimore più umili.
È necessario dare avvio ad una totale e radicale Ri-costruzione della sinistra italiana. Una sinistra che incontra il suo popolo; che lo vuole conoscere, capire! E che, a sua volta, si vuole far conoscere e capire. O forse sarebbe meglio dire Ri-conoscere.
E soprattutto, una sinistra che rifiuta il notabiltato politico e che si mette al livello di chi vuole rappresentare, condividendone le fatiche, le paure e perché no, anche la fame.


                                                                                                                          Responsabile Associazione

"Sinistra Rossoverde” Domodossola    

Cell 3287034866
                                                                                                                         Gianni Modaffari